Giovanni Sollima a Napoli

Grande concerto al Teatro delle Palme per l’Associazione Alessandro Scarlatti

Un viaggio di 70 minuti tra Bach, la musica popolare albanese, la tarantella barocca, il Fandango rivisto da Boccherini e poi da Sollima stesso, il tango e i balli sudamericani. Una carrellata di emozioni , suggellata anche da effetti a sorpresa, maracas legate all’archetto, colpi sulla cassa, pizzicati improvvisi. Giovanni Sollima suona il violoncello alla grande e da grande virtuoso, e suona tutto del violoncello: dalla cassa , al puntale. Aggredisce alle volte lo strumento, altre pronuncia impercettibili suoni nel silenzio della grande sala del Teatro delle Palme , lo scorso 7 ottobre, dove la Scarlatti è emigrata per realizzare al meglio il distanziamento del pubblico e dove ha allestito una nuova camera acustica, certamente di pregio, visto che non perdiamo nulla del suono di Sollima, fino agli effetti più sottili. Certo questo era un concerto da tutto esaurito , e, ovviamente, la sala presenta grandi vuoti a causa del distanziamento imposto dalle norme anti-covid. L’organizzazione, perfetta, applica scrupolosamente i protocolli: misurazione della temperatura, igienizzazione delle mani, posti distanziati e precisi avvisi scritti e audio. Ma veniamo al concerto. Sollima è ispiratissimo e convincente. Bach (Suite n. 1) fugge via con improvvisi scarti ma anche con leggerezza, il preludio è un gioiello di lavoro sull’arco e sull’articolazione , la corrente è più una danza popolare che un passo di corte. La Sarabanda proietta suoni nitidissimi e senza vibrato. Sollima viaggia con il suo violoncello tra i linguaggi e racconta anche al microfono le storie dei suoi viaggi. Come quello in Australia che lo ha portato a incontrare una comunità aborigena e a fissarne i suoni e i canti. Sempre sul violoncello , che stavolta si libra in canto lirico dopo essere stato tamburo, strumento ancestrale, percussione dell’anima. Il finale viene giocato teatralmente . Sollima lascia il palco suonando e un lungo silenzio , in platea, attende che i suoni sfumino dalla lontananza delle quinte. Un concerto di Sollima non è solo un concerto. È qualcosa in più , che ti fa pensare.

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